Carlo Rao

UGO PAGLIAI E PAOLA GASSMAN
raccontano l'amico
CARLO RAO

Sono trascorsi ormai diversi anni da quando incontrammo Carlo in uno
sperduto paesino siciliano. Calati Mamertino. dove potemmo leggere e
premiare le poesìe di un ... omino decisamente strano che veniva da
Treviso. folta barba, sguardo acutìssimo: chi avrebbe mai potuto pensare
che quella sera del 1989 avrebbe fatto nascere un'amicizia così intensa ma
anche una complicità di avventure professionali e operative?
Certamente questi anni hanno permesso a me e a Paola di conoscere gli
aspetti più autentici e profondi di Carlo come uomo, intellettuale, artista...
Come uomo e come intellettuale non è facile sintetizzare in poche parole.
Bisogna assolutamente sottolineare la cultura, l'impegno, la capacità di
analisi, il rigore, la coerenza delle scelte, la sua energia, la sua passione e lo studio continuo, l'idea di scommessa, l'abitudine a progettare e a verificare: questo l'ho sperimentato di persona, ... bastava un viaggio, la sera raccontargli l'idea di uno spettacolo ... o di un autore ... e immediatamente veniva fuori la sua grande cultura ... pronta a tirar fuori idee. personaggi. citazioni, testi, pagine per dare corpo a quella idea e a quel progetto ...

Ma veniamo alla sua pittura, i suoi intarsi e viaggi all'interno del colore che
rivestono questi spazi di fiabe e magia e poesia.
La poesie e la pittura vivono in Carlo in modo inscindibile non solo a livello
culturale e creativo ma come caratteristica del suo modo di essere, di
relazionarsi con gli altri...
D'altra parte davanti ai suoi quadri come non pensare alla poesia, ai suoi
versi in cui abbondano fiori, fanciulle dai nomi misteriosi, fiabe, luoghi
d'altri tempi, incantesimi, amori intensi, solari, sensuali.

...

PAOLA
Mi associo ad Ugo nel ricordare questa lunga amicìzia che ci lega a Carlo e
che risale a parecchi anni fa e che è andata aumentando ma che si è anche
modificata nel rapporto. Prima nello scoprirlo e ammirarlo come poeta
raffinato ed originalissimo, poi nello scoprire che era anche un pittore:
ricordo la prima mostra quando c'è stato Io stupore di conoscere la sua
pittura di allora che si è poi costantemente modificata, cresciuta, diventata
diversa ...

Vorrei notare, da donna, che ciò che mi stupisce è la femminilità di questi
quadri ...
Un femminile sensuale ma "gentile" ... la donna rappresentata nel suo
aspetto dolce, spirituale, poetico ... tante fiabe alle quali Carlo ha accostato
colori, atmosfere, fondali, versi...

e poi le cornici... (progettate singolarmente, tutte realizzate a mano,
sculture... e che risentono della sua esperienza teatrale...)


Geometrie e spazi, foglie, fiori, rami e steli che si snodano, e poi ancora
vetrate di chiese e cattedrali, scritture e alfabeti invetriati diventano nuovi
temi di ricerca quasi fossero pagine di un libro intcriore che, come il titolo
stesso sottintende. Carlo sfoglia e scrive e dipinge sin nelle pieghe più
intime.
In questa nuova necessità dì "raccontare" e "raccontarsi", di dialogare con la propria anima (da laico qual è, con la propria interiorità), dì svelare le ansie. i dubbi, i sogni, le certezze, il colore diventa ancora una volta oggetto privilegiato dì ricerca e di studio ed i temi solo dei fondali da inondare. invadere, animare.
E', insomma, soprattutto con il colore e la materia che Carlo vuole
comunicare ogni emozione, ogni situazione psicologica, ogni gioia e ogni
strappo...
Ecco allora che i pigmenti di colore, pur conservando la loro consistenza
materica, diventano più trasparenti, quasi fossero vetri su tavola,
ceramiche, scaglie-vetrate scintillanti...
Carlo ci spiegava come tecnicamente riesce ad ottenere questi effetti
(lavoro da alchimista, che richiede tempi molto lunghi di preparazione e
composizione del colore, varie formule con cui trattare ogni gamma di
colore, ecc...)

...

La pittura? ... fissare echi: una piccola immagine segreta, ignota, senza
nome, ne forma, tenacemente colorata, finalmente libera, non so più se
quadro o poesia (o fanciulla o imprevisto desiderio).
In ogni caso spazio da ungere col gesto del pennello (o della penna).
E poi addensare gli elementi, gli uragani, le vele, il bisbiglìo di campanule e
sementi, la danza delle conchiglie e dei pesci, la rarefatta materia del
silenzio.
In questo, probabilmente, poesia e pittura si incrociano.
La rigorosa grammatica della poesia privilegia la lateralità dello sguardo.
l'impalpabile moltipllcarsi dei possibili sensi della parola.
La grammatica del colore usa metafore più dense, controlla l'opacità
dell'impulso, coagula il gesto.

La poesia ha un peso lieve ma plurale, la pittura incrocia spazio e materia
tra leggibilità e finzione.
In ogni caso, eccola la chiave: un gusto forte di vivere, un po' di tenerezza.

A chi mi chiede "Ma quanto tempo hai impiegato per fare questo quadro?",
come faccio a rispondere? C'è un tempo dell'attesa, un tempo della
progettazione, un tempo per la preparazione della tavola e di ogni singolo
colore... Ogni pigmento ha bisogno di una temperatura particolare, o dì
assorbire il sole. altri pigmenti pretendono invece l'ombra o una
sedimentazione che può richiedere giorni ... In base alla fluidità o alla
consistenza della materia bisogna individuare il pennello idoneo alla
stesura ...Poi c'è un tempo operativo, un tempo per la progettazione.
realizzazione e coloritura della cornice... Non esiste un tempo
quantìficabile. ma solo la stagione della pazienza, dell'attesa, del silenzio
...

Carlo Rao, 1986

...SFOGLIANDO...

ho vissuto -

ho amato

ho mescolato carte

ho conosciuto

(del mondo)

una parte -

sono stato dentro il

guado, al centro

e in disparte -

ho inciso vene cave e

ragazze cuordineve

e adesso (adesso)

mi dissecco

e spando

e adesso (adesso)

niente di quello

che ho patito

nego - niente -

di quel pochissimo

godere-

niente di quel

moltissimo fiatare

niente rimpiango, e

niente (invero)

voglio

sono tutto in questi

segni

e chi mi vuole avere

soltanto qui,

se vuole, mi può

mangiare e bere

 

 

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-mea anima pietà

signata, acta

anima mea clamata

mea anima effusa,

amissa, aspersa,

anima mea spectata

CARLO RAO

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