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Serena Fazio
ha compiuto gli studi artistici a Verona, Venezia e Milano dove ha frequentato
il Liceo Artistico, la facoltà di Architettura e l'Accademia di
Brera.Dal 1980 vive in Sardegna.E' docente di Educazione Artistica a Quartu
Sant'Elena.
"Mito,
archetipo, Grande Madre: figure del silenzio, corpose, in principio inserite
in una nicchia, protette dal vuoto cosmico.
Immagini sospese in un'atmosfera di sogno, esatta dimensione della visione.
L'artista cerca il rapporto diretto sensuale-sensoriale con l'opera dove
soggettivo, visionario, mito, sofferenza e leggiadria vengono riscattate
dall'esilio in cui erano confinate.
Emerge l'urgenza di una soggettività creatrice, si sviluppano nuove
immaginazioni pittoriche riempite da sensualità fisica.
Il contenuto deriva da un personalissimo contatto con il mondo, in libertà
si espande in composizioni formali dense e sicure. Percezioni delineate
con una capacità di durata oltre l'impulso e l'immediatezza dell'intuizione
originaria. Il recupero del genius loci mediterraneo si esalta in un circolarismo
dolce e aggraziato: al di fuori della comprensione convenzionale esiste
un altro mondo, in cui l'opera ha una sua vita e una sua crescita indipendenti
e rivela l'elemento immerso in profondità.
Si esplicita la relazione tra l'io, ciò che è più
personale e l'archetipico, l'esperienza primitiva riconoscibile da ciascuno.
Intensità di sperimentazione estatica e vulnerabile, mutazioni
dialettiche nello sviluppo dell'opera, esplosioni, sogni, utopie, idioma
interessante misto di fantastico, surreale, metafisico per un concetto
di realtà solare mediterranea.
Serenità essenziale, senso del colore, sicurezza del segno per
immagini sospese in una dimensione della visione espressa nelle linee
morbide di colori lilla, rosa, violetto, indaco, arancio, grigio perla,
fumo, nebbia, mare bianco-verde, rosa-luce.
Valori cromatici forti e piatti alternati a toni teneri, quasi evanescenti.
Sinfonia nella visione del racconto, forme evocate di pura liricità."
Luisa Perinu
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...SFOGLIANDO...
Non
c'è
nulla
di
stabile
eccetto
il
cambiamento
GOETHE
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