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presentazione
Roberta Gubitosi
Azzurra...
con
un destino nel nome.
I
suoi lavori fanno pensare al vecchio gioco del campanon. Quel
gioco che non so se i bambini fanno più...
E la bambina saltella su un piede e poi a piedi giunti. E i disegni e
le incisioni di Azzurra, con tutta la sapienza però dellartista,
hanno la freschezza titubante di quei disegni col gesso.
Tracciati dove la sua figura è lombra proiettata su quel
profilo di casa; la gatta che è lombra e segno insieme, unisce
con i suoi gomitoli aggrovigliati, i suoi graffi senza cattiveria, il
suo inarcarsi nelle lotte immaginarie in immaginari giardini, il sole,
le nuvole, gli avvenimenti della vita della bambina Azzurra.
Azzurra con un destino nel nome.
Fatina dai capelli turchini? Ma come in tutte le favole, la conquista
del lieto fine, della felicità, attraversa un reticolato che, diventato
la struttura tridimensionale dello schema del gioco, a volte è
fatto di filo spinato o di steli spinosi di rose. Quali sono i giochi
di strada di Azzurra? Uno è quello di cambiare il colore di capelli:
giallo paglierino, arancio, rosa, rosso, azzurro.
Si piacerà cambiando il colore dei capelli?
E soprattutto si troverà?
Per ora offre a tutti noi un colpo di vento, che assieme alla polvere
della strada, alle carte delle caramelle, ci riporta ad un periodo della
nostra vita in cui tutto era ancora possibile, tutto era una scoperta.
E del destino del nostro nome non sapevamo niente.
O.Frassi
Nella varietà
dell'opera di Azzurra è chiara l'esigenza di leggere i gesti, i
segni, le tracce dell'esistenza vissuta, in una realtà dominata
dall'instabilità e dalla precarietà: le orme sulla neve,
le scarpe usate e consumate che hanno perso la loro forma originaria,
la gestualità delle mani, i volti invecchiati e alterati dalle
infinite sensazioni vissute, fino agli insetti in decomposizione, l'ultima
traccia di un'esistenza trascorsa.
Roberta Gubitosi
Luigina
è
un'artista coraggiosa.
Ha scelto di esprimere valori positivi, cioè sorriso, luce, bellezza,
amore.
Nei suoi lavori compare quella gamma cromatica tutta di luce che esclude
il nero... cioè lo spettro cromatico allo stato puro, dal rosso
al viola, nei sette passaggi consacrati da Chevreul... nella scala dei
sette colori in cui si può scomporre la luce.
Sono tante finestre che simbolicamente si aprono sul mondo, da cui trapela
un colore dello spettro solare, assieme agli altri in altrettante finestre
per comporre insieme le fasi della luce.
... nonostante le nebbie dell'ambiguità, si possono certo raccogliere
grumi d'amore, di calore, d'intensa, multiforme umanità.
M.Campitelli
La mia arte?
Deve
poter essere vista anche da un bambino.
Basta violenza, depravazione, perversione.
Si dice che lartista debba rappresentare la società e il
periodo storico in cui vive
Io credo che non viviamo solo di violenza, di potere e di sesso malato.
La controparte è bellezza, luce, amore per la vita.
Sembra che con larte oggi, non si possa trasmettere il buono! Di
sicuro il marcio è più deffetto!
Come donna, creatrice di vita, voglio comunicare speranza e ottimismo
ai miei figli e non solo! Dentro tutti noi, oltre le cortecce; oltre i
muri; oltre le apparenze cè un arcobaleno di splendore.
Un giorno, entrando nel mio studio, mi sono tolta le bende dagli occhi
(metaforicamente) ed ho pensato a cosa volessi vedere. Allimprovviso
tante finestre si sono aperte e tanti colori si sono accesi! Sono i colori
della coscienza, di quella interiorità che equilibra il corpo con
la psiche: rosso,arancio, giallo, verde, celeste, blu e viola.
E cambiato il modo di condurre i miei giorni.
Vorrei che chi guarda i miei lavori provasse un senso di benessere e non
di disagio o inquietudine.Ricercare il BELLO, non solo estetico ma interiore,
non è banale.
Luigina Mazzocca
Nelle opere
di Luigina lo studio dello spettro della luce non si ferma solo alla sperimentazione
delle leggi ottiche, ma diviene ricerca di una nuova capacità di
vedere e di riconoscere la bellezza, l'amore, la gioia, per affrontare
in modo sereno l'esistenza. Così le finestre di colore divengono
metafora delle intime e pure sensazioni che ci abitano da sempre ma che
spesso non riusciamo più a sentire; quelle realtà profonde
che Luigina definisce "i colori della coscienza". Riuscire quindi
ad aprire delle finestre, degli squarci attraverso gli involucri di difesa
contro le paure e le angosce dell'esistenza significa ritrovare l'arcobaleno
della gioia di vivere.
Roberta
Gubitosi
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