BRUNA CARNIO


galleria

 

...SFOGLIANDO...

improvvisamente

ho male,
appena,
un male leggero,

è il battito

del cuore

che si

è spostato li

nella piaga

viva e recente

che

mi ha procurato

colui

che mi parla

M.DURAS

 


BRUNA CARNIO
Tra segno, forma e materia

Nelle opere degli ultimi anni di Bruna Carnio, si evidenziano ancora una volta alcuni elementi fondanti di tutta la sua ricerca pittorica, vale a dire il gesto, il segno, lo scatto già presenti nelle opere realizzate sul finire degli anni ’90 e che ora si rinvigoriscono di più marcate valenze, di campiture più invadenti, tra corpo della pittura e materia, con un’incisività che a volte rasenta il taglio sottile di un lampo.
Un taglio sempre pittorico, che coglie nel profondo, in quegli abissi di colore dove il bagliore di un attimo si rivela attraverso una fenditura sull’immenso magma astratto-materico, che va dall’opaco al traslucido, quasi a testimoniare quelle brillantezze e quelle opacità che la natura, così audace quanto spigolosa, ci restituisce in termini di contrasto esistenza-assenza.
In tal senso, altro carattere essenziale di questa pittura diventa proprio l’assorbimento della luce nello stesso spazio pittorico; non vi è, infatti, alcuna spartizione, direzione o sorgente luminosa esterna.
Credo che le opere di Bruna Carnio offrano poi un maggiore effetto se si osservano in successione una dopo l’altra: e questo non solo per amplificare le implicazioni sensibili di una pittura-materia che forse, è essenzialmente o originariamente idea di spazio, ma anche per una maggiore aderenza al procedimento di formazione del campo di colore; tali opere difatti non vogliono essere rappresentative.
E allora, proprio perché sono l’espressione di un’attività intellettuale, la ripetizione, per altro mai uguale, dell’immagine ci consente di parlare di un processo formativo, del progetto di un racconto che equilibra od ordina la sensualità astratta e istintiva dell’immagine stessa.
Questi astratti e materici paesaggi in di-venire sono quindi per determinazione e per cliché, anti-naturalistici, sono al riparo da qualsiasi illusione, perché non rappresentano una forma, ma si presentano come sintesi narrativa di una probabile forma.
Giorgio Russi


Bruna Carnio è nata a Treviso dove vive e insegna al Liceo Artistico.
Si è diplomata all’Accademia di Belle Arti di Venezia, in scenografia.
La prima conferma arriva nel 1983 in occasione del Premio “Giovani 83” al S.I.A.B.A. a Bolzano e successivamente, nel 1985, le è stato assegnato il primo premio sezione Arti Grafiche alla Grolla d’Oro (Treviso).
Negli anni successivi ha avuto significative esperienze sia nel campo del teatro sia partecipando a mostre collettive, fra cui quella alla Fondazione Bevilacqua Masa di Venezia.
Dal 1996 si è completamente dedicata alla pittura e ha preso parte a diverse collettive: nel 1998 a Burano nella mostra “Lagune”; nel 2000 a Palazzo Correr, centro culturale di Venezia.
Nel 1999 arriva la sua prima personale: “... dal mare al mare, forse...” al D.A.C. di Biancade, Treviso; quindi all’Art Gallery di Verona e, nel 2004, al Webart a Treviso.
Nel 2003 e nel 2004 ha esposto i suoi lavori a Salisburgo, in occasione del Kumstmesse e a Reggio Emilia in occasione di “Immagine”.
Nel 2005 ha vinto la targa d’oro alla Biennale Internazionale di Malta e ha partecipato alla collettiva "Shapes and Colour of Venice" al Shangai Art Museum.

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